 |
La facciata verso la riva degli Schiavoni venne rifatta completamente sotto la direzione degli architetti Aniello Porzio e Alessandro della Via. Nel tempo la facciata del convento subì leggere modifiche e nel 1570 venne abbellita da, un portale, opera di Alessandro Vittoria, commissionato dal medico e filologo Tomaso Rangone da Ravenna.
Sopra il portale era collocata la statua raffigurante il Rangone, che ora è custodita nel Museo del Seminario Patriarcale.
Il monastero fu soppresso in base al decreto napoleonico del 21 aprile 1806 e successivamente trasformato in caserma, mentre la chiesa, spogliata dalle opere, venne demolita.
In loco restano, a ricordo, le due pilette per l'acqua santa scolpite sulla porta laterale della chiesa verso il cortile, mentre è possibile ammirare il Sepolcro di Cristo nella vicina chiesa di S. Martino.
In questa caserma, chiamata inizialmente del S. Sepolcro, si sono succeduti vari comandi e reparti: dal 1809 la Guardia Reale Francese del Regno Italico, dal 1815 vari reparti di Fanteria Austriaci, dal 1866 reparti di Fanteria Italiani, dal 1934 la Delegazione Trasporti Militari e la Sezione Staccata del Genio Militare e dal 1935 il Comando del 710 Reggimento Fanteria "Puglie" che nel 1939 si trasforma nel 56' Reggimento Fanteria "Marche" poi trasferito, nel 1941, in zona d'operazioni (Albania e Bosnia Erzegovina).
|